Cosa si intende per disinfettanti naturali? Dagli oli essenziali all’aceto, dalle erbe officinali alla propoli, scopriamo in che modo proteggere gli ambienti e la persona dagli agenti patogeni attraverso l’uso di rimedi naturali!
Con il termine disinfettante si fa riferimento ad una sostanza che, se applicata su superfici inanimate (come pavimenti, mobili, utensili, etc.), è in grado di eliminare o inibire lo sviluppo di microrganismi di vario tipo, batteri, muffe, virus.
Qualora le sostanze vengano utilizzate su tessuti come cute e mucose si parla di antisettici.
Disinfettanti ed antisettici rientrano nella categoria dei germicidi.
Quali sono?
Esistono numerosi tipi di disinfettanti naturali che consentono di evitare sostanze tossiche e che hanno la stessa efficacia di quelli chimici. I più comuni rimedi naturali con proprietà germicide sono:
Aceto.
L’aceto, un liquido ottenuto dalla fermentazione di bevande alcooliche come il vino, il sidro, la birra e l’idromele;
Nella medicina popolare l’aceto è da sempre utilizzato per contrastare virus e batteri, ma è provato che l’acido acetico oltre ad essere utile come disinfettante per pulire la casa, è utile per uccide diversi batteri, tra cui il batterio della tubercolosi.
Disinfettante fai da te.
Unendo 500 ml di aceto bianco, 400 ml di acqua e 50 ml di acqua ossigenata, si ottiene un potente disinfettante.
Oli essenziali.
Gli oli essenziali, tra cui quello di lavanda, tea tree, niaouli, bergamotto e timo bianco, che possono essere utilizzati sia come disinfettanti, sia come antisettici;
L’olio essenziale di bergamotto è l’essenza estratta per spremitura a freddo delle scorze di bergamotto (Citrus bergamia) che si presenta come un liquido limpido e di color giallo paglierino. E’ composto per il 95% da una frazione volatile (a cui si devono le proprietà antisettiche) e per il 5% da una frazione non volatile, a cui si devono i principali effetti avversi dell’essenza. La frazione volatile è costituita da limonene, linalil acetato, linalolo, γ-terpinene e β-pinene (Sawadura et al., 2006). La frazione non volatile, identificata da Mondello et al., (2006), è costituita da furocumarine (bergamottina, 5-geranilossi-7-metossicumarina, ciproptene e bergaptene). A causa di questi componenti, l’essenza di bergamotto dev’essere utilizzata lontano dall’esposizione solare in quanto può provocare fotosensibilizzazione, un aumento della sensibilità cutanea alle radiazioni.
La ricerca.
Gli effetti antisettici sono stati ampiamente documentati (Romano et al., 2004; Fisher & Phillips, 2006; Laird-Phillips, 2012) e l’essenza di bergamotto si è dimostrata attiva sia come antibatterico (versus Escherichia coli e Campylobacter jejuni), sia come antimicotico (versus Candida spp). Secondo Fisher & Phillips (2006) il componente più attivo è il linalolo.
L’olio essenziale di niaouli è l’essenza di niaouli (o olio gomenolato) che viene estratta dalle foglie di Melaleuca quinquenervia (o M. viridiflora) attraverso distillazione in corrente di vapore. Si presenta come un liquido giallino la cui composizione è strettamente dipendente dal chemiotipo considerato (I chemiotipi sono organismi appartenenti ad una stessa specie che si differenziano per la sintesi di un particolare principio attivo). L’olio essenziale (estratto da esemplari del Madagascar) è costituito per circa la metà da 1,8-cineolo e per la restante da α-pinene, (E) nerolidolo, limonene, α-terpineolo e viridiflorolo. Le proprietà antisettiche dell’essenza (Ramanoelina et al., 1987), probabilmente dovute all’1,8-cineolo, sono state valutate nei confronti di diversi patogeni.
La ricerca.
In particolare, l’essenza ha mostrato proprietà :
L’olio essenziale di lavanda è un liquido incolore e limpido, ottenuto dalle sommità fiorite di Lavandula angustifolia mediante distillazione in corrente di vapore. Tra i componenti principali abbiamo: linalil acetato, linalolo, 1-terpinen-4-olo, β-ocimene e β-cariofillene. Gli effetti antisettici, dovuti probabilmente al linalolo e all’1-terpinen-4-olo, sono stati documentati in diversi studi (Yap et al., 2014; Martucci et al., 2015).
L’olio essenziale di timo bianco è l’essenza estratta dalle sommità fiorite del Thymus serpillum, attraverso distillazione in corrente di vapore. Tra i costituenti principali abbiamo: timolo, carvacrolo, eugenolo e borneolo. Le proprietà antisettiche dell’essenza, dovute ad un effetto sinergico tra timolo e carvacrolo, si esplicano nei confronti di batteri (Tabak et al.1996; Sienkiewicz et al., 2011) funghi e virus (Christoffel et al. 1998).
Gli effetti antisettici dell’essenza sembrano esplicarsi soprattutto nei confronti dei funghi, in particolare versus Candida albicans (Ninomiya et al., 2012; Rajkowska et al., 2014), sebbene siano state documentate anche proprietà antivirali (Schnitzler et al., 2001).
Piante medicinali.
Le piante medicinali vengono utilizzate sottoforma di estratti come antisettici della cute, del tratto digerente e delle vie urinarie.Le più utilizzate sono:
Echinacea angustifolia. Si tratta di una pianta erbacea originaria del Nord America, appartenente alla famiglia delle Compositae. I principi attivi responsabili delle proprietà antisettiche (presenti un po’ in tutta la pianta) sono l’echinacoside, un derivato dell’acido caffeico, con proprietà antivirali (Vohra et al., 2009) e l’isobutilammide e altre alchilammidi, con proprietà antimicotiche (Cruz et al., 2014) dovute alla lisi (disfacimento) delle membrane cellulari fungine.
Commiphora myrrha (Mirra). Si tratta di un arbusto originario della Somalia, dello Yemen e dell’Etiopia, da cui si ottiene un un essudato costituito da: un olio essenziale ricco in furano-sesquiterpeni; una resina ricca in terpeni, acido commiforico e commiferina; una gomma contenente xilosio, arabinosio e galattosio. La mirra è dotata di proprietà antisettiche dovute soprattutto ai sesquiterpeni dell’essenza, i quali si sono mostrati attivi verso funghi come Candida albicans e batteri come E. coli, S. aureus e P. aeruginosa (Dolara et al., 2000).
Uva ursina, mirtillo rosso e ortica.Il principale responsabile delle proprietà antibatteriche dell’uva ursina è un glicoside, l’arbutina (Frohne 1970-1977; Beaux et al. 1999), attiva soprattutto verso E. coli, S. aureus e P. aeruginosa. In realtà , l’arbutina è un profarmaco: in seguito a somministrazione orale giunge inalterata nella vescica ove viene convertita in idrochinone, il vero disinfettante. Non è ancora chiaro se l’attivazione dipenda dal pH delle urine (che, secondo alcuni ricercatori, dev’essere basico) o dagli stessi patogeni che posseggono gli enzimi in grado di liberare l’idrochinone. L’azione dell’uva ursina può essere migliorata associandola con mirtillo rosso e urtica dioica. Le bacche del mirtillo rosso sono ricche in proantocianidine di tipo A che, sebbene non abbiano un’azione disinfettante, sono in grado di inibire l’adesione dei batteri alla vescica, riducendo il rischio d’infiammazione (Howell et al., 1988; McMurdo et al., 2009). Sempre alle proantocianidine di tipo A sembra essere dovuta l’azione antiplacca del mirtillo rosso (Weiss et al., 1998). Le foglie di ortica posseggono effetti diuretici e antisettici, dovuti soprattutto al contenuto in flavonoidi, tra cui rutina e quercetina (Gulçin et al., 2004; Salehzahdeh et al., 2014).
Propoli.
La propoli è una sostanza ottenuta dall’elaborazione di resine vegetali da parte delle api. Le proprietà antisettiche (Grange et al., 1993; Carbajal Mejia, 2014; Nina et al., 2015) sono dovute a:
Flavonoidi: galangina e pinocembrina (ad azione antibatterica) e sakuranetina (ad azione antimicotica). Sono i più importanti antisettici della propoli.
Acido benzoico e acido ferulico, ad azione antibatterica.
Olio essenziale, ad azione antibatterica e antimicrobica;
Acido caffeico e xanterolo, ad azione antimicotica.
Tipologie in funzione dell’utilizzo.
Esistono vari tipi di disinfettanti naturali che differiscono oltre che per i principi attivi, anche per il loro utilizzo. I disinfettanti, infatti possono essere utili per disinfettare gli ambienti, e tutte le superficie della casa, ma anche per eliminare i microorganismi che colpiscono le varie parti dell'organismo.
Disinfettanti naturali per la casa: aceto ed oli essenziali.
Oltre ad essere più sicuri, i disinfettanti naturali rappresentano un’alternativa eco-sostenibile a molti prodotti reperibili sul mercato. Possono essere utilizzati per la disinfezione di tutte le superfici lavabili della casa (pavimenti, piastrelle, sanitari e via dicendo), tappeti e moquette, bucato (a mano o in lavatrice), stoviglie e, dulcis in fundo, le piante.
Gli oli essenziali come quello di lavanda e bergamotto possono essere utilizzati per ridurre la carica microbica negli ambienti domestici, soprattutto quando vi sono degli ammalati. Si ponga qualche goccia di essenza nell’umidificatore del termosifone (una goccia per metro quadro) o all'interno di appositi diffusori in modo da spargere questi disinfettanti dal profumo inebriante.
Disinfettanti fai da te con oli essenziali.
Un rimedio casalingo consiste nel portare all’ebollizione le scorze fresche di limone addizionate di un cucchiaino di chiodi di garofano e lasciar diffondere i vapori nell’aria.
Per disinfettare le stoviglie possiamo aggiungere qualche goccia di olio essenziale (limone o bergamotto) nell'acqua di ammollo dei piatti oppure direttamente in lavastoviglie.
Gli oli essenziali di lavanda e tea tree sono gli ideali per disinfettare il nostro bucato a mano. SI possono utilizzare da soli ( in rapporto di 20 gocce per litro d’acqua) oppure in combinazione (10 gocce dell’uno e 10 dell’altro).
L’aceto è il disinfettante naturale per eccellenza, le cui proprietà sono conosciute da secoli e sembrano essere dovute al contenuto in acido acetico (Cortesia et al., 2014). Può essere utilizzato puro o diluito, da solo o in associazione ad altri prodotti, per igienizzare superfici di vario tipo. In particolare:
Disinfettanti casalinghi all'aceto.
Può essere utilizzato per rimuovere l’antiestetica muffa dai muri, dalle piastrelle e dal box doccia. Possiamo utilizzare l’aceto puro oppure una soluzione di acqua e aceto (in rapporto 1:1) alla quale abbiamo addizionato il tea tree oil (25 gocce ogni 200 ml di soluzione acetica); dopo averlo spruzzato sulla superficie si lascia agire per qualche minuto, dopodichè si strofina con un panno ruvido (o con uno scovolino, negli spazi più stretti) da buttare dopo l’uso (in modo che si eviti la contaminazione di altre superfici). L’operazione può essere ripetuta fino a ad avere un risultato soddisfacente.
Può essere utilizzato per la disinfezione quotidiana delle superfici. In particolare può essere utilizzato diluito in acqua (in rapporto 1:1) per disinfettare il frigorifero e i sanitari; volendo si può addizionare qualche goccia di essenza di limone o bergamotto per potenziarne gli effetti e migliorarne il profumo, può essere utilizzato per disinfettare le superfici lavabili (interne o esterne) come i ripiani della cucina, il lavello, il tavolo, le credenze e così via. Si diluisce un cucchiaio di aceto in 200 mL d’acqua, si aggiungono 6 gocce di un olio essenziale a scelta (come bergamotto e timo bianco) e si vaporizza la soluzione sulla superficie da trattare. Si strofina con un panno e si risciacqua il tutto.
Si diluiscono 5 cucchiai di aceto in 1L di acqua tiepida e si aggiungono 25 gocce di essenza di timo bianco o di lavanda, per disinfettare i pavimenti.
Antisettici naturali per la persona.
I rimedi naturali con azione antisettica sono numerosi e tra questi ne abbiamo alcuni specifici per determinate condizioni (carbone vegetale, D-mannosio, mirra e uva ursina), mentre altri posseggono una maggior flessibilità d’impiego (oli essenziali, ortica, mirtillo rosso, fermenti lattici, propoli ed Echinacea).
Ma per quali disturbi possiamo utilizzarli? Scopriamolo!
Antisettici delle vie urinarie: uva ursina, mirtillo rosso ed ortica.
Le infezioni urinarie possono essere trattate con antisettici naturali, sebbene tali prodotti siano utili soprattutto nella prevenzione.
Per chi soffre di infezioni urinarie recidivanti, si consiglia di effettuare dei cicli di trattamento della durata di 10 giorni, da ripetere ogni 2-3 mesi.
L’antisettico urinario per eccellenza è l’uva ursina (Arctostaphylos uva ursi) utile soprattutto nella cistite (l’infiammazione della mucosa vescicale) in fase acuta e recidivante, nelle uretriti (infiammazioni dell’uretra) e nelle prostatiti (infiammazioni della prostata che spesso si associano ad infezioni delle vie urinarie). In commercio troviamo l’estratto secco ottenuto dalle foglie (titolo in arbutina non inferiore al 3,5%) ripartito in capsule da 350 mg. Durante le fasi attive assumere 2 cps 2 volte al dì con abbondante acqua e lontano dai pasti, cercando di trattenere l’urina il più possibile in modo da dar tempo all'antisettico di agire. Per la profilassi delle recidive è sufficiente l’assunzione di 1 cps 2 volte al dì. L’uva ursina può essere usata in monoterapia o in associazione ad altri rimedi come il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpum) e ilD-mannosio (che riducono l’adesione batterica alle mucose) e piante officinali ad azione diuretica (meglio se sottoforma di tisana) utili per facilitare l’eliminazione dei batteri attraverso la minzione.
Il mirtillo rosso è disponibile sottoforma di capsule e granulati, da solo o in associazione al D-mannosio (che ne potenzia gli effetti antiadesivi) o ai fermenti lattici (che contrastano la proliferazione dei batteri patogeni). L’estratto secco ricavato dalle bacche è ripartito in capsule che devono essere assunte in numero di 1 (per la profilassi) o 2 (per la fase attiva) al giorno, con abbondante acqua e lontano dai pasti. Anche in questo caso occorre trattenere le urine il più possibile. Per quanto riguarda le associazioni, seguire lo stesso schema di trattamento.
Le foglie di ortica posseggono un’azione diuretica e antisettica delle vie urinarie. Le foglie, opportunamente essiccate e sbriciolate, vengono utilizzate per preparare un infuso per uso interno. Lasciare in infusione per circa 10’ un cucchiaino di foglie d’ortica in una tazza d’acqua bollente. Bere l’infuso da 1 a 2 volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.
L’uso degli antisettici delle vie urinarie è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento per mancanza di dati riguardo la sicurezza.
Antisettici intestinali.
Gli antisettici intestinali possono essere d’aiuto in caso di disbiosi, una condizione in cui una o più specie patogene colonizzano l’intestino a causa di fattori che depauperano la microflora intestinale (antibiotici, stress, cattiva alimentazione).
Tra le manifestazioni più comuni abbiamo le enterocoliti infettive, infiammazioni intestinali provocate da microrganismi quali Escherichia coli, Salmonella spp, Shigella spp e Clostridium difficile.Vediamo alcuni dei rimedi naturali utili in questi casi!
Probiotici. Sono supplementi a base di fermenti lattici vivi utili per il ripristino della microflora intestinale; talvolta vengono associati a fibre prebiotiche (come i FOS - Frutto Oligo Saccaridi) così dette in quanto ne stimolano la proliferazione. I ceppi utilizzati sono tra i normali costituenti della nostra flora intestinale (Lactobacillus casei, Bacillus clausii e Bifidobacterium animalis) e riducono la gravità dei sintomi in quanto sono in grado di competere con i patogeni per la colonizzazione delle mucose. Sono disponibili sottoforma di capsule, granulati, flaconcini e compresse masticabili. Al di là della tipologia di fermento utilizzato, si consiglia l’assunzione a digiuno (in modo che vengano assorbiti più rapidamente) e lontano dall'antibiotico (almeno due ore di distanza).
Carbone vegetale. Viene ottenuto dalla combustione del guscio delle noci di cocco, in seguito sottoposte ad un processo che determina la formazione di micropori, grazie ai quali il carbone vegetale è in grado di adsorbire gas, tossine e microrganismi patogeni. Si consiglia l’assunzione di 1-2 cps 1-2 volte al giorno, possibilmente prima dei pasti. Si eviti l’assunzione in concomitanza di altri farmaci (in quanto potrebbe ridurne l’assorbimento) e di alimenti quali il gelato e il succo di frutta (che potrebbero ridurne l’efficacia).
L’uso dei fermenti lattici e del carbone vegetale è consentito in gravidanza e durante l’allattamento.
L’olivo (sottoforma di olio o di estratto secco ottenuto dalle foglie) grazie al contenuto in oleuropeina (Bisignano et al., 1999).
Disinfettanti naturali per la pelle.
Gli antisettici cutanei vengono utilizzati per il trattamento di svariate condizioni, da patologie come l’acne a vere e proprie lesioni cutanee (abrasioni, ferite, ustioni e piaghe). Vediamoli in dettaglio.
Echinacea. Le parti aeree e le radici di questa pianta erbacea, essiccate ed opportunamente sbriciolate, possono essere utilizzate per la preparazione di un infuso ad azione antisettica, da applicare sulle ferite e sulle ulcere. Lasciare in infusione un cucchiaino di echinacea in una tazza d’acqua bollente per circa 10’, filtrare e lasciar raffreddare. Applicare sulle lesioni con una garza sterile.
Propoli. Le pomate a base di propoli possono essere utilizzate per disinfettare e aiutare la cicatrizzazione di ustioni, ferite e ulcere cutanee. Da recenti studi è emerso che la loro azione antisettica può esser d’aiuto anche in caso di acne, piodermiti (ovvero infezioni cutanee sostenute da strepto e stafilococchi) ed herpes labiale.
Iperico. L’oleolita all'iperico, ottenuto per macerazione dei fiori freschi in olio d’oliva, può essere utilizzato come antisettico e cicatrizzante in caso di ustioni di vario tipo e piaghe.
Oli essenziali. Già visti come disinfettanti ambientali, gli oli essenziali si prestano anche come antisettici di cute e annessi (unghie).
Vediamo come usarli:
Per disinfettare la cute impura ed acneica, miscelare qualche goccia di essenza a un tonico leggermente alcoolico (in modo da solubilizzarla) e tamponare con un dischetto di cotone; in alternativa si può miscelare alla crema. Tra gli oli che meglio si prestano a questo scopo abbiamo: tea tree oil, lavanda e bergamotto.
Per disinfettare le punture o i morsi d’insetto, gli oli possono essere applicati utilizzando un batuffolo di cotone imbevuto di un olio vegetale. Tra quelli più utilizzati abbiamo l’essenza di timo bianco e di niaouli.
Per disinfettare le ferite si può utilizzare dell’alcool a 60° addizionato di un 20% di essenza di bergamotto.
L’essenza di niaouli, diluita in olio d’oliva, può essere utilizzata per disinfettare piaghe, scottature e ulcere.
Per il trattamento e la prevenzione dell’onicomicosi (infezioni fungine localizzate nell'unghia) si può applicare il tea tree oil puro, da strofinare fino a completo assorbimento. Utilizzare diluito in olio vegetale o in una crema base per le micosi della cute.
Antisettici del cuoio capelluto.
I capelli grassi non rappresentano solo un odiato quanto temuto inestetismo ma possono portare a problemi ben più gravi, quali la dermatite seborroica. Il sebo in eccesso, infatti, può essere fermentato da parte di batteri e lieviti (come Malassezia furfur) con conseguente produzione di acidi grassi che irritano il cuoio capelluto, portando ad arrossamento, prurito, forfora grassa e - nei casi più gravi - perdita di capelli. Vediamo come disinfettare il cuoio capelluto con rimedi semplici e naturali:
Ortica. Le proprietà antisettiche dell’ortica si estendono anche al cuoio capelluto. Le foglie possono essere utilizzate per preparare un decotto da utilizzare dopo lo shampoo per avere un’azione purificante. Le foglie (essiccate e sbriciolate) vengono fatte bollire per 5’ e lasciate in infusione per altri 10’; il rapporto consigliato è di un cucchiaino raso di foglie ogni 200 mL d’acqua.
Oli essenziali. Il tea tree oil, l’essenza di bergamotto e lavanda sono tra le essenze che più si prestano a questo scopo. Possiamo miscelare qualche goccia di essenza al nostro detergente oppure possiamo miscelarli all'olio d’oliva ed effettuare dei massaggi prima dello shampoo.
Olio pre-shampoo antiforfora.
Vediamo come ottenere un olio ad azione antisettica utile in caso di forfora. Per prepararlo ci occorrono:
150 mL di oleolita alla curcuma;
8 gocce di tea tree oil;
8 gocce di essenza di lavanda.
Versare i componenti in una boccetta in vetro di capienza adeguata, tappare e agitare.
Si utilizzano da 1 a 3 cucchiai di olio (in base alla lunghezza dei capelli) da applicare sulla chioma asciutta, dalle radici alle punte.
N.B. Se conservato in luogo fresco e asciutto, il prodotto può durare fino ad un anno.
Antisettici del cavo orale.
Dall'alitosi al mal di gola, dalle gengiviti al mughetto, vediamo in che modo disinfettare il cavo orale con rimedi naturali.
La soluzione idroalcolica di Echinacea può essere utilizzata per il trattamento di afte, gengiviti, tonsilliti e mal di gola. Solubilizzare 40 gocce di tintura madre in mezzo bicchiere d’acqua e fare sciacqui e gargarismi.
Anche la propoli e la mirra posseggono indicazioni analoghe: solubilizzare 20-30 gocce di soluzione idroalcolica in acqua ed effettuare sciacqui e gargarismi.
Gli oli essenziali possono essere utilizzati per garantire l’igiene orale quotidiana, ad esempio:Il tea tree oil può essere utilizzato in caso di mughetto (un’infezione orale provocata da Candida albicans) per le sue spiccate proprietà antimicotiche. Per avere un effetto completo si consiglia di aggiungere 2 gocce di tea tree oil, 2 gocce di essenza di timo e 2 gocce di essenza di bergamotto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, agitare ed effettuare degli sciacqui; in alternativa, si possono utilizzare 5 gocce di tra tree oil diluite in mezzo bicchiere d’acqua. La soluzione idroalcolica dell’essenza di chiodi di garofano può essere utilizzata, in chirurgia dentaria, come disinfettante e cauterizzante. Per avere un’azione più mirata (su afte o piccole ulcere della mucosa orale) si consiglia di aggiungere una goccia di tintura di propoli o di Echinacea a un po’ di miele, e applicare la miscela ottenuta sulla lesione.
Il succo di mirtillo rosso sembra essere in grado di prevenire l’adesione dei batteri responsabili della placca dentale.
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Dentifrici e colluttori fai da te.
Vediamo insieme come preparare una pasta dentifricia e un collutorio ad azione antisettica, con ingredienti di origine naturale.
Per preparare il dentifricio ci occorrono:
3 cucchiai di argilla bianca;
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio;
1 cucchiaino di sale marino;
1 cucchiaino di the verde (foglie secche e sbriciolate);
Porre la polvere ottenuta in una scodella e aggiungere l’argilla e gli oli essenziali;
Mescolare il tutto e conservare in un contenitore pulito ed ermeticamente chiuso. Utilizzare entro 6 mesi.
Per il collutorio, invece, ci occorrono:
1 cucchiaio di foglie secche o 100 g di foglie fresche di salvia;
250 ml di acqua;
1 pizzico di sale.
Porre la salvia e l’acqua in un pentolino;
Far bollire il tutto per 10’;
Aggiungere il sale;
Filtrare e conservare in frigo. Utilizzare il collutorio entro qualche giorno.
Antisettici per le ferite della pelle.
Già visti come disinfettanti ambientali, gli oli essenziali si prestano anche come antisettici di cute e annessi (unghie). Vediamo come usarli:
Per disinfettare la cute impura ed acneica, miscelare qualche goccia di essenza a un tonico leggermente alcoolico (in modo da solubilizzarla) e tamponare con un dischetto di cotone; in alternativa si può miscelare alla crema. Tra gli oli che meglio si prestano a questo scopo abbiamo: tea tree oil, lavanda e bergamotto.
Per disinfettare le punture o i morsi d’insetto, gli oli possono essere applicati utilizzando un batuffolo di cotone imbevuto di un olio vegetale. Tra quelli più utilizzati abbiamo l’essenza di timo bianco e di niaouli.
Per disinfettare le ferite si può utilizzare dell’alcool a 60° addizionato di un 20% di essenza di bergamotto.
L’essenza di niaouli, diluita in olio d’oliva, può essere utilizzata per disinfettare piaghe, scottature e ulcere.
Per il trattamento e la prevenzione dell’onicomicosi (infezioni fungine localizzate nell'unghia) si può applicare il tea tree oil puro, da strofinare fino a completo assorbimento. Utilizzare diluito in olio vegetale o in una crema base per le micosi della cute.
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