Tartufo bianco o nero: proprietà, controindicazioni e valori nutrizionali

Ultimo aggiornamento:

Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

Il tartufo, sia bianco che nero, rinomato per gusto e pregio, è in realtà anche ricco di proprietà benefiche. Scopriamone le calorie, i valori nutrizionali e tutte le caratteristiche, comprese le possibili controindicazioni al suo consumo.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Valori nutrizionali
    1. Calorie
  3. Proprietà e benefici per la salute
    1. Digestione
    2. Macchie della pelle
    3. Potere afrodisiaco
  4. Fa ingrassare?
  5. Controindicazioni ed effetti collaterali
    1. Fegato
    1. Gotta
    2. Calcoli
    3. Bambini
    4. Gravidanza
  6. Ricette
    1. Come si conserva?
    2. Come vedere se è fresco?
  7. Olio tartufato

Caratteristiche e tipologie di Tartufo.

Tra i funghi più ricercati e gustosi, i tartufi si differenziano per colore, forma e grandezza. Ne esistono molte varietà differenti, tra le principali si annoverano:

Valori nutrizionali dei bianchi e dei neri.

I vari tipi di tartufo fresco hanno valori nutrizionali e calorie sovrapponibili.

In particolare, in 100 grammi di tartufo troviamo:

Il tartufo, inoltre, contiene piccole quantità di vitamine del gruppo B1 e discrete concentrazioni di calcio, fosforo e ferro.

Calorie.

100 grammi di tartufo apportano solo 31 kcal.

Le poche calorie sono giustificate dall'elevato contenuto d’acqua pari a 75,8 grammi su 100 .

Proprietà del tartufo: fa bene o fa male?

Il tartufo è ricco di sali minerali che assorbe dal terreno e di antiossidanti.

In virtù di questi principi è capace di apportare benefici al nostro organismo se assunto nelle giuste quantità.

Facilita la digestione se associato ad altri alimenti.

Il tartufo, infatti, è un ottimo rimineralizzante ed è ricco di enzimi digestivi. Se utilizzato come spezia, associato quindi ad altri alimnenti ne facilita la digestioneperchè aiuta lo stomaco ad assorbire il cibo ingerito.

Schiarisce le macchie cutanee.

l tartufo nero, inoltre, contiene particolari pigmenti responsabili del caratteristico colore e grazie ai quali, se usato topicamente, schiarisce le macchie della pelle, in quanto i pigmenti contenuti nel fungo si legano alla melanina, pigmento endogeno prodotto in eccesso nella zona della macchia, inattivandola.

Ha effetti afrodisiaci.

Nella tradizione popolare il tartufo viene considerato un viagra naturale, ma tale proprietà non è confermata dagli studi scientifici. Tale credenza è dovuta al caratteristico odore del tartufo che, sembra, provochi un particolare stato di benessere e favorisca l'attrazione.

Il tartufo fa ingrassare?

Considerando che l'apporto calorico del tartufo è molto basso (in 100 g solo 31 calorie) e considerando che le porzioni di tartufo non superano i pochi grammi, il tartufo si inserisce in qualsiasi dieta ipocalorica, anche la più restrittiva.

Come sempre, dunque, il tartufo non fa ingrassare, sono gli alimenti a cui viene accompagnato che fanno ingrassare (pasta, panna ecc..)

Controindicazioni ed effetti collaterali.

Le proprietà si traducono in benefici per l’organismo se il tartufo viene assunto in modeste quantità, ma se il consumo diventa abituale, può avere degli effetti collaterali e controindicazioni .

Fa male al fegato.

Quando il consumo di tartufo diventa abituale può causare il sovraccarico di fegato a causa del ferro che può accumularsi nell'organo. E' comunque un'evenienza rara poiché il tartufo viene consumato in piccole quantità sia a causa del prezzo che del sapore intenso.

Gotta.

Chi soffre di gotta (acido urico aumentato con tipici attacchi dolorosi ai piedi e alle articolazioni) dovrebbe evitare il consumo di tartufo in quanto stimola la produzione di ulteriore acido urico e urea peggiorando la malattia.

Calcoli ai reni.

Il fungo va anche evitato se si soffre di calcolosi renale. L’aumento dell’attività renale, come conseguenza alla produzione di urea, può provocare, infatti, il movimento di calcoli provocando dolorose coliche renali.

E' poco digeribile per i bambini. 

Come tutti i  funghi, la buccia esteriore del tartufo contiene delle sostanze  difficili da digerire per i bambini e i ragazzi al di sotto dei 15 anni. Ecco perchè è generalmente escluso dall'alimentazione dei bambini.

In gravidanza.

Il tartufo, venendo a contatto con la terra, può essere contaminato da toxoplasma un microrganismo capace di alterare il normale sviluppo del feto. Tuttavia se il tartufo viene consumato previa cottura non da particolari problemi.

Approfondisci i rischi della toxoplasmosi in gravidanza.

Il Tartufo in cucina: ricette

Particolarmente apprezzato e utilizzato nella cucina italiana il tartufo rende gustoso qualsiasi piatto in cui viene aggiunto.

Si sposa bene con i primi e i secondi di carni e conquista anche i palati più raffinati, ma per insaporire ne basta davvero poco: il gusto e l’odore decisi, altrimenti, tendono a coprire qualsiasi altro sapore.

Di seguito qualche semplice ricetta da realizzare a casa con il tartufo:

Come si conserva?

Come altri tipi di funghi, anche il tartufo è facilmente deperibile in quanto facile preda di muffe e batteri. Il modo migliore di conservarlo dopo averlo spazzolato senza usare acqua, che va usata solo al momento del consumo, è arrotolato in carta da pane e riposto in un barattolo chiuso in frigorifero. In questo modo si conserva fino a cinque giorni. Per conservarlo più a lungo si può friggere leggermente in olio o in burro preparando una salsetta da tenere in frigorifero anche per più di un mese.

Quando con il tartufo si intende preparare un risotto si può conservare insieme al riso secco in un barattolo chiuso ermeticamente e riposto in frigo. Ma anche questo metodo consente una conservazione breve, di qualche giorno

Come vedere se è fresco? 

Se si è deciso di fare uno strappo e concedersi questa delizia culinaria, vediamo quali sono le regole per acquistare un prodotto che sia veramente fresco.

Amzitutto il profumo! Se il tartufo è fresco, l'aroma è intenso e deciso.

Anche la forma ha la sua importanza, e poi la consistenza. Il tartufo fresco deve essere duro ed elastico e, se schiacciato tra le dita non deve avere zone cedevoli che può nascondere marciume o quantomeno un danneggiamento.

Olio tartufato: come si fa? Fa male?

L'olio tartufato è un modo per conservare il tartufo o quanto meno il suo profumo, più a lungo dal momento che il prezioso fungo ha una conservazione piuttosto breve.

Dopo aver spazzolato il tartufo, tagliatelo a listelle con una grattugia e mettetelo in infusione nell'olio.

Lasciare insaporire per circa due giorni e poi consumare.

L'olio tartufato è comunque conservabile per circa una settimana, mentre per avere un olio a più lunga conservazione è necessario utilizzare tartufo essiccata o aromi al tartufo a base di bismetiltiometano che è un composto solforato che si trova anche all'interno del tartufo.

E' l'utilizzo di questo composto per la preparazione dell'olio tartufato che può essere naturale o di sintesi, ha fatto diffondere la credenza che l'olio all'aroma di tartufo faccia male. In realtà non vi sono prove scientifiche sulla nocività di questo aroma come sostiene l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

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Consulente Scientifico:
Dottoressa Valentina Coviello
(Specialista in biologia e nutrizione)

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