Si parla di inquinamento acustico quando i suoni sono superiori ai 50 db, le cause sono diverse: elettrodomestici in casa, trasporti ferroviari o aerei, traffico cittadino, industrie. Questo tipo di inquinamento può provocare danni di tipo uditivo ed extrauditivo, e disturbi del ritmo sonno - veglia che si ripercuotono sulle attività quotidiane. Per tale motivo vi sono diverse leggi che regolamentano questa disciplina.
Con il termine inquinamento acustico ci si riferisce all'esposizione di un soggetto a dei suoni ambientali che presentano intensità talmente elevata da risultare molto forti e disturbanti. L'esposizione a queste tipologie di suoni è molto pericolosa in quanto può portare a conseguenze uditive ed extrauditive molto serie. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che in Europa vi siano circa trenta milioni di soggetti a rischio di conseguenze per l'esposizione a suoni di intensità eccessivamente elevata.
Per tale motivo l'inquinamento acustico è oggetto di legge in Italia, e proprio secondo la legge che lo regolamenta viene definito come:
Vediamo dunque quali sono i livelli a cui il rumore può diventare pericoloso.
I livelli a cui il rumore può diventare pericoloso.
Il rumore, che si misura in decibel, può avere diversi livelli di intensità in base ai quali si possono distinguere le cosiddette zone di rumorosità.
In particolare abbiamo:
zone in cui vi sono rumori compresi tra 0 e 35 decibel, la cui intensità non è elevata e che pertanto risultano trascurabili e non preoccupanti.
Zone in cui i rumori hanno un'intensità compresa tra 35 e 55 decibel. Rispetto alla zona precedente questi rumori hanno una maggiore intensità e possono risultare fastidiosi agli uditi più sensibili ma in linea generale risultano comunque tollerabili.
Zone in cui l'intensità del rumore è compresa tra 55 e 90 decibel. I rumori che si collocano in questo intervallo sono molto intensi e non solo arrecano fastidi ma possono provare anche danni all'udito umano.
Zone in cui abbiamo rumori che superano i 90 decibel. Questi rumori hanno un'intensità elevatissima, sono molto disturbanti e causano sicuramente danni all'udito umano.
Si parla di inquinamento acustico per rumori che vanno dai 55 ad oltre i 90 decibel, sebbene in alcuni casi anche i rumori al di sotto dei 55 decibel possono arrecare danni se l'esposizione è continua.
Le cause dell’inquinamento acustico.
Una volta compreso cosa è l'inquinamento acustico e che intensità hanno i rumori che lo provocano, possiamo elencare le cause dei rumori che causano inquinamento acustico.
Tra queste abbiamo:
rumori legati ai sistemi di trasporto quali il traffico veicolare (rumori provenienti da automobili, camion, traffico, clacson), il traffico ferroviario (rumore del treno che entra in stazione, che cammina sulle rotaie, che fischia), il traffico aereo (il rombo dei motori dell'aereo quando decolla ed il rumore dei freni quando atterra).
Rumori legati all'ambiente domestico, per lo più all'utilizzo di elettrodomestici quali lavatrice, frullatore, lavastoviglie, condizionatori, televisori tenuti ad alto volume e così via.
Rumori legati ad attività ricreative quali musica ad alto volume proveniente da concerti e discoteche, rumori legati ad attività quali caccia e poligono di tiro, ed in generale rumori legati alla presenza di numerose persone in spazi ristretti (centri commerciali, ristoranti, pub, bar, piscine, e così via).
Rumori legati all'ambiente di lavoro come quelli che si possono sentire in un'industria (legati alle macchine industriali), oppure quelli provocati da cantieri, martelli pneumatici, picconi, seghe elettriche, e tutti gli strumenti e le macchine che si utilizzano in ambiente lavorativo.
Gli effetti sull'uomo dei rumori troppo forti.
L'esposizione ad inquinamento acustico, sia prolungata che occasionale, può portare all'insorgenza di danni all'apparato uditivo.
Sono segnalati comunque anche danni extrauditivi ed alterazioni che riguardano il ritmo sonno - veglia.
Danni uditivi.
Il principale apparato che viene coinvolto, e danneggiato, dall'inquinamento acustico è l'apparato uditivo. A questo livello possiamo avere danni quali ad esempio:
ipoacusia, ovvero riduzione dell'udito legata ad un trauma acuto a livello del timpano. L'ipoacusia può essere acuta, quando provocata da un rumore improvviso ed intenso (ad esempio un'esplosione o lo sparo di una pistola o di un fucile), oppure cronica, quando provocata dall'esposizione a rumori intensi e persistenti.
Innalzamento della soglia uditiva rispetto alla condizione di riposo, si ha cioè uno spostamento della soglia uditiva legata all'esposizione al rumore. Questo comporta il percepire male i suoni al di sotto del nuovo livello della soglia uditiva. La situazione è però transitoria nella maggior parte dei casi e si risolve spontaneamente nell'arco di 12 - 16 ore dopo l'esposizione al suono che ne ha determinato la comparsa.
Danni extrauditivi.
Oltre all'apparato uditivo l'inquinamento acustico può causare anche danni extrauditivi tra cui possiamo citare:
aumento del livello di stress e conseguentemente della secrezione di ormoni dello stress quali i corticosteroidi da parte dell'apparato endocrino.
Aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria e rischio di ischemia del miocardio.
Effetti sul comportamento quali aumento dell'aggressività, sbalzi di umore, sintomi simil - depressivi, ed insorgenza di comportamenti ossessivi.
Effetti sull'apparato gastrointestinale quali disturbi della digestione, aumento della secrezione gastrica ed aumento della motilità intestinale con possibilità di episodi di diarrea.
Insorgenza di sintomatologia correlata ai livelli di stress quali stati d'ansia che condizionano la vita quotidiana, sensazione di affaticamento, difficoltà di concentrazione e riduzione delle risposte psicomotorie.
Ulteriori effetti provocati dall'inquinamento acustico sono quelli che si verificano a livello del ritmo sonno - veglia. In particolare possiamo avere:
sonnolenza diurna da lieve a intensa, con possibili episodi di addormentamento improvviso.
Difficoltà a prendere sonno e frequenti risvegli notturni.
Diminuzione della durata di alcune fasi del sonno (come per esempio riduzione della fase di sonno profondo).
Incubi notturni con risvegli di tipo ansioso.
Diminuzione della qualità del sonno, con conseguenze durante il giorno come minore attenzione in ambito lavorativo e rischi per la propria salute e per l'incolumità degli altri soggetti con cui si interagisce.
Tutti questi effetti extra uditivi sono da considerarsi collegati all'aumento dei livelli di stress ed alle alterazioni del ritmo sonno - veglia determinate dalla prolungata esposizione all'inquinamento acustico.
Vediamo quindi come la legge cerca di proteggerci dai possibili rischi.
Le normative che disciplinano l’inquinamento acustico.
Rappresentando un rischio per la salute umana, l'inquinamento acustico è regolato da severe normative. L'inquinamento acustico viene misurato mediante uno strumento chiamato fonometro.
In base a questo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che non vanno superati, nell'ambiente cittadino, in condominio ed in ufficio, i 65 decibel di giorno ed i 55 decibel di notte e che in caso di superamento è necessario attrezzare la casa o il posto di lavoro con vetri e pannelli fonoassorbenti.
Le leggi
Cosa fare contro l’inquinamento acustico. Consigli pratici.
Come vedremo dopo nel caso in cui il problema dell’esposizione a fonti di rumore pericolose riguarda l’ambiente di lavoro è la legge a dare precise indicazioni su cosa va fatto. Ma come comportarsi invece se il problema riguarda la vita extralavorativa?
Vediamo alcuni esempi pratici.
Se si abita vicino ad un aeroporto o in una zona molto trafficata o si abita nei pressi di un locale quale ristorante o pub, ci sono degli accorgimenti per ridurre l’inquinamento acustico in casa. Ad esempio:
per quanto riguarda i locali vi sono delle normative che sanciscono l’utilizzo della musica ed in generale dei rumori molesti fino alla mezzanotte durante la settimana e fino all’1:00 am il sabato. Qualora il locale nelle vicinanze dell’abitazione non rispettasse tali normative ci si può rivolgere alla polizia per far cessare musica e rumori.
E' possibile isolare la casa mediante l’installazione di pannelli fonoassorbenti a livello delle pareti. Tali pannelli, realizzati in materiali isolanti variabili in base ai casi, servono a disperdere le onde sonore ed attutire i suoni.
E' possibile creare delle contropareti in cartongesso all’interno delle quali inserire dei materiali isolanti e fonoassorbenti, qualora non si possano applicare direttamente i pannelli alle pareti.
E' possibile applicare dei particolari vetri alle imposte, chiamati vetrocamera, che riducono la quantità di suono percepito proveniente dall’esterno.
Valutazione del rischio e misure di sicurezza sul lavoro
Le normative riguardanti l'inquinamento acustico stimano una valutazione del rischio in ambiente di lavoro per garantire la sicurezza dei lavoratori.
La norma che disciplina ciò è il decreto legislativo 81/08, e nello specifico l'articolo 190 a cui il datore di lavoro deve fare riferimento per valutare l'esposizione quotidiana del lavoratore ai suoni e per prendere eventualmente provvedimenti.
In particolare vengono valutati il livello equivalente in decibel (dB(A)) e il livello di picco in decibel (dB(C)).
In dettaglio:
Per suoni che risultano inferiori a 80 dB(A) e 135 dB(C) non è necessario prendere alcun provvedimento precauzionale.
Se i suoni sono compresi tra 80 e 85 dB(A) e 135 e 137 dB(C) è necessario valutare i rischi caso per caso, informare i lavoratori sui possibili rischi, fornire dei dispositivi individuali di protezione (quali ad esempio cuffie isolanti) e sottoporre i propri dipendenti a controllo medico.
Se i suoni sono compresi tra 80 e 85 dB(A) e 137 e 140 dB(C) è necessario procedere con un programma di bonifica ambientale (per ridurre l'inquinamento acustico), e si ha l'obbligo sia di fornire ai dipendenti cuffie o auricolari protettivi, sia di sottoporli a controllo medico.
I suoni non devono mai essere maggiori di 87 dB(A) e di 140 dB(C), in quanto si è oltre la soglia di tolleranza.
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