Conosciuti per le loro proprietà antitumorali fin dall’antichità , i semi di albicocca sono stati oggetto di alcuni studi contro il cancro, ma la loro tossicità costituisce il limite al loro utilizzo. Scopriamo insieme valori nutrizionali, proprietà e controindicazioni di questi particolari semi…
All’interno del duro nocciolo dell’albicocca si trova il seme del frutto, simile per l’aspetto ad una mandorla. Il seme di albicocca può avere un gusto amaro, se proveniente dalle varietà selvatiche di albicocca, o dolce, se appartenente alla cultivar delle albicocche grosse e dolci tipicamente presenti sul mercato.
I semi di albicocca vengono consumati sin dall’antichità dalle popolazioni asiatiche e in Medio oriente. Per essere conservati a lungo i semi privati del guscio esterno vengono essiccati.
I semi di albicocca essiccati possono essere acquistati nei negozi bio o on line ad un costo pari a circa 6,00 euro per 100 grammi di prodotto.
Dalla premitura a freddo dei semi in questione si ottiene un olio particolarmente fluido e che a causa del suo sapore dolciastro viene poco utilizzato in cucina mentre trova largo impiego in campo cosmetico.
Approfondisci le proprietà dell'albicocca.
I semi di albicocca forniscono ben 606 kcal per 100 grammi, ripartite in:
I semi sono, dunque abbastanza calorici e, a causa della loro tossicità, è consigliabile non mangiarne più di due o tre al giorno.
Tuttavia l’autore di alcuni studi sui rimedi anti cancro, Ernst T. Krebs, ne suggeriva l’assunzione di almeno 7 quotidianamente per avere una potente protezione contro l’insorgenza dei tumori, ma a queste dosi compaiono anche le controindicazioni legate al consumo dei semi, come vedremo più avanti.
L’azione benefica dei semi di albicocca è circoscrivibile essenzialmente alla presenza in essi di una particolare vitamina detta B17 o amigdalina, presente anche in alcuni legumi e nei germogli. Questa avrebbe un’ azione benefica:
In realtà da quanto scoperto fino ad ora l’effetto della vitamina B17 sulle cellule tumorali è molto potente in vitro: le cellule maligne in coltura vengono effettivamente annientate dal contatto con la molecola. Tuttavia la vitamina dei semi di albicocca non agisce in modo così selettivo come si pensa. Essa, infatti, pur essendo più efficace sulle cellule maligne, danneggia anche quelle sane. I semi di albicocca contengono quantità apprezzabili di B17 e quindi di cianuro che, come vedremo, sono tossici per l’organismo. Alla luce degli effetti collaterali ad essi correlati, quindi, i semi di albicocca non si possono considerare utili ai fini di una terapia antitumorale o, ancora di più, sostituirsi ad essa!
La vitamina B17 è in grado di liberare cianuro e anche se l’azione citotossica è più forte sulle cellule tumorali viene avvertita anche da quelle normali.
Le dosi di vitamina B17 capaci di provocare avvelenamento da cianuro sono piuttosto basse: EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) stima che sono sufficienti anche solo 3 semi di albicocca per provocare avvelenamento in un adulto e anche uno solo in un bambino! Il cianuro, infatti, è un veleno molto potente che danneggia gravemente le cellule del corpo e la sua tossicità provoca effetti collaterali come:
Sebbene in ambito medico l’uso dei semi di albicocca contro il cancro non possa ancora dirsi sicuro, ci sono diversi campi in cui invece lo è.
Di seguito qualche esempio:
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