Tra le tante nuove “mode” della medicina alternativa, da qualche tempo ha preso sempre più piede la tecnica del massaggio zonale, una particolare tecnica di massaggio volta ad assicurare il benessere psico- fisico dell’intero organismo. C’è da fidarsi? Si tratta di una tecnica davvero efficace o solo di un effetto placebo? L’unica soluzione è farne esperienza in prima persona e vedere come il nostro corpo reagisce: male che vada avremo trascorso un’oretta di puro relax!
Il massaggio zonale è una tecnica conosciuta sin dall’antichità, consistente appunto in un massaggio da cui l’intero organismo trae beneficio. E’ detto zonale perché prevede la divisione del corpo in aree specifiche, in base ad una mappa detta appunto mappa zonale: dieci aree verticali, quindi che attraversano il corpo dall’alto in basso, e tre orizzontali, corrispondenti alla zona delle spalle, della vita e delle anche. Ad ognuna di queste zone corrispondono diverse parti del corpo, per cui sollecitando esternamente una zona specifica si agisce sulle relative parti dell’organismo interessate. Ne emerge che il massaggio zonale ha molto in comune con la riflessologia, la scienza secondo la quale, analogamente, a diversi punti del nostro corpo corrispondono specifici organi interni.
Il massaggio zonale così come noi oggi lo conosciamo è il diretto discendente del massaggio zonale cinese, che veniva praticato in diverse zone della terra in epoche molto remote, anche fino a 5000 anni fa. La sua esportazione in occidente si deve al medico otorinolaringoiatra W. H. Fitzgerald, che conobbe questa tecnica nel corso dei suoi studi a Vienna e, capendo attraverso degli esperimenti che aveva dei solidi fondamenti scientifici, ne divenne un sostenitore, fino a costituirsi come il suo fondatore vero e proprio; a lui si deve infatti la prima mappa zonale del corpo umano, e in particolare la maggiore attenzione posta sull’area circoscritta del piede.
Un massaggio zonale è praticato perlopiù da uno specialista, a cui dovete ben specificare i disturbi di cui soffrite: in breve tempo lui individuerà le zone del corpo da andare a stimolare per alleviare le vostre sofferenze. La zona da lui individuata sarà dolente alla minima pressione: l’obiettivo è continuare a massaggiarla finché il dolore non si attenui, e di conseguenza il relativo disturbo scompaia; in genere si insiste sulla stessa zona per almeno 10 secondi.
La pressione verrà effettuata dallo specialista con i polpastrelli, in particolare quello del pollice, o con l’intero palmo della mano.
In genere le sedute da un riflessologo durano 45 minuti, ma non c’è un tempo standard per tutti, in quanto molto dipende da fattori come l’età o lo stato psicofisico: se siete un po’ avanti con l’età o siete particolarmente nervosi o agitati, all’inizio le sedute tenderanno a durare di meno, per poi aumentare di durata nelle volte successive. Affinché il massaggio zonale faccia effetto è necessario che lo si pratichi almeno per 6- 8 sedute, con la frequenza di 2- 3 volte a settimana, seppur anche in questo caso ci possono essere delle variazioni da persona a persona.
Il massaggio zonale è indicato in tutti i casi di dolore generale o diffuso, in cui si vuole evitare di prendere farmaci per tentare invece via della medicina alternativa.
E’ indicato in caso di disturbi fisici veri e propri, come la stipsi o l’emicrania, ma soprattutto mantiene la sua azione rilassante in caso di stress generale e di tutti i disturbi da esso causati: tensione muscolare, stanchezza, debolezza, tachicardia. E’ inoltre indicato in caso di riabilitazione post- intervento chirurgico, nonché nei bambini, che possono beneficiarne in quanto massaggio delicato e per nulla invasivo.
Tuttavia non tutti possono sottoporsi ad un massaggio zonale. In genere dovrebbe essere evitato da persone gravemente malate o sotto cura di farmaci pesanti (es. chemioterapici), gravidanza a rischio, artrosi, diabete in stato avanzato. Inoltre sarebbe meglio non intervenire in zone del corpo in cui la pelle è lesa, ad esempio in presenza di ferite o ustioni, o irritata.
Il massaggio zonale coinvolge, come abbiamo visto, tutto il corpo. Tuttavia esso è praticato solo in delle zone particolari, quali viso, piede e mano, poiché si ritiene che in queste aree abbia più efficacia.
Massaggio zonale del viso, o riflessologia facciale, o Dien’ Cham’: è una tecnica che ha la sua origine in Vietnam, ma che oggi ritroviamo anche nelle pratiche occidentali. Consiste nello stilare una quadrettatura del viso basandosi su delle linee rette che lo attraversano; la linea principale è quella verticale che divide il viso in due parti, passando per il naso, mentre le altre due linee verticali passano al centro delle pupille, e quelle orizzontali si collocano a diverse altezze (al livello della fronte, della base del naso e così via). In questo modo si individuano circa 500 punti, che il riflessologo va a sollecitare per circa 10- 20 secondi, finché non si attenua la sensazione di fastidio. Per il massaggio zonale del viso è in genere sufficiente una sola seduta.
Massaggio zonale del piede o riflessologia plantare: è il massaggio che prevede la stimolazione della base del piede, che si ritiene “contenga” i punti relativi a tutti i principali organi interni del corpo umano. Alcuni punti sono uguali per entrambi i piedi: dall’alto verso il basso, troviamo nell’alluce il punto relativo all’ipofisi, e a seguire quelli relativi a orecchie, occhi, polmone, spalla, plesso solare, surrene, colon, cervicali, tiroide, schiena, rene, stomaco, pancreas, duodeno e intestino tenue. Ci sono poi dei punti che variano nei due piedi: nel piede destro troviamo i punti relativi al cuore, verso il centro, e alla milza; nel piede sinistro invece abbiamo, scendendo verso il tallone, quelli relativi a cistifellea, fegato, e appendice. In genere in una seduta di riflessologia plantare questi punti vengono tutti stimolati, seppur minimamente, per poi concentrarsi esclusivamente su quello dolente.
Massaggio zonale della mano o riflessologia della mano: talvolta si sceglie di praticare il massaggio zonale sulla mano in quanto, essendo una zona sottoposta a un maggior numero di stimoli, è più difficile individuare delle zone molto dolorose come potrebbe avvenire nel caso del piede. Inoltre, a differenza del piede, la mano può essere sollecitata in tre diverse zone: palmo, dorso e dita, ciascuna con i suoi punti specifici, alcuni dei quali più efficaci rispetto ai corrispondenti del piede.
Il massaggio zonale ha un costo medio di 35 - 40€, al pari di un qualunque altro massaggio. Sicuramente non troverete chi lo effettua a meno di 20€, in quanto è pur sempre un trattamento terapeutico; così come sicuramente non costerà mai più di 60€, in quanto non è un trattamento estetico, quindi non usa particolari sostanze, creme o strumenti, e soprattutto per molti non è un lusso ma una necessità, per cui un costo contenuto è d’obbligo.
Il massaggio zonale, come abbiamo già detto precedentemente, viene perlopiù praticato da esperti: riflessologi, omeopati e così via. Tuttavia data la semplicità della sua tecnica oggi è sempre più diffusa l’opinione che chiunque possa effettuare sul proprio corpo un massaggio zonale; lo dimostra il fatto che nel tempo sempre più libri vengono scritti per aiutare i pazienti nella riflessologia fai- da- te. Libri che aiutano a scoprire i punti sensibili del proprio corpo e insegna come stimolarli. Tuttavia c’è da dire che nel praticare da sé questa tecnica di massaggio bisogna effettuare la massima attenzione, poiché le mappe zonali non sono uguali per tutti, ma possono variare anche minimamente da persona a persona, quindi sarebbe meglio in ogni caso affidarsi alle cure di un esperto.
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