Disturbi in gravidanza

Nonostante la gravidanza sia un periodo magico per molte donne vi sono anche tutta una serie di distrurbi che possono considerarsi come tipici della gravidanza.

Naturalmente dal momento che ogni essere vivente è unico e irripetibile come la struttura fisica che lo costituisce, ogni donna dovrà far fronte a questi fastidi in modo diverso, in ognuna infatti i disturbi potranno manifestarsi con una maggiore o minore intensità.

Ad ogni modo è possibile delineare a somme linee come questi disturbi si manifestino nelle diverse fasi della gravidanza, in relazione ai cambiamenti ormonali in atto. I primi disturbi possono essere percepiti anche subito dopo la fecondazione dell’ovulo, e con il passare del tempo alcuni andranno ad attenuarsi e lasceranno il posto ad altri.

Fondamentale, durante i nove mesi, sarà non sottovalutare i sintomi ed avvalorarsi dei consigli medici dedicati.

Incremento dei sintomi settimana per settimana.

Prendiamo ora in considerazione la sintomatologia comune delle donne in gravidanza. Ovviamente, come specificato prima, possiamo parlare di tali disturbi in linea generale perchè ogni donna avvertirà tali malesseri in maniera diversa.

Disturbi iniziali: primo e secondo mese di gravidanza.

Per molte donne non è semplicissimo rendersi subito conto di essere incinte, i sintomi del primo mese infatti sono molto simili a quelli che precedono le mestruazioni, come gonfiore addominale e del seno, che può anche essere dolorante e spossatezza.

A questi si associano poi disturbi che si fanno via via più intensi durante il secondo mese tra cui:

senso di nausea, soprattutto nelle prime ore della giornata.

Alterazione del gusto e dell’olfatto, conseguenza diretta dei cambiamenti ormali che possono provocare fastidio nelle donne al sentire l’odore o mangiare particolari alimenti come ad esempio il pesce o il caffè

necessità di urinare frequentemente

repentini cambiamenti di umore, in quanto anche i sensori psicologici risentono del nuovo assetto ormonale

Disturbi della gravidanza dal terzo al quarto mese.

Dalla dodicesima alla sedicesima settimana di gravidanza i sintomi avvertiti nel primo periodo, andranno ad acutizzarsi e saranno accompagnati da nuovi disturbi.

Il seno, che già nei primi due mesi è diventato maggiormante gonfio e sensibile, continuerà a crescere. I capezzoli andranno a scurirsi e aumentaranno di diametro. La delicatezza del seno è dovuta dall’aumento di prolattina e progesterone che si attivano per prepararci all’allattamento. In altre parole, il seno gonfiandosi entra in tensione ed è proprio questo elemento che ci porta ad avere un aumento della sensibilità mammaria;

I cambiamenti d’umore e la stanchezza avvertita nei primi due mesi, saranno sempre più presenti. Tali alterazioni sono una conseguenza della tempesta ormonale, propria della gravidanza, che và ad incidere sui neurotrasmettiori che regolano l’umore;

Grazie alla pressione esercitata dall’utero sulla vescica e sull’inguine, la donna avvertirà come crescente l’esigenza di urinare.

Possibilità di stitichezza dovuta al rallentamento fisiologico dell’attività intestinale che provocherà difficoltà nell’assorbimento della parte liquida.

Dal momento che un simile elenco di disturbi potrebbe giustamente far preoccupare o avvilire donne in procinto o alla loro prima gravidanza, va detto che durante questa fase si comincia ad avvertire in modo netto la presenza del bambino, sensazione che ripaga e rende facilmente sopportabili tutti i disturbi sopraelencati, e che altri genere di fastidi, come ad esempio le nausee tendono invece ad attenuarsi in questa fase.

Disturbi del quinto e del sesto mese (17-21settimane).

Verso il quinto mese di gravidanza, una volta archiviate completamente le nausee possono iniziare a manifestarsi invece degli attacchi di fame. Le ragioni sono imputabili sempre ad una questione ti tipo ormonale ed anche al fatto che comunque, dentro di noi, sta crescendo un altro essere umano. Il famoso “mangio per due” che la mamma spesso dice per spiegare gli attacchi di fame. Questo però non giustifica un alimentazione sregolata, la donna deve cercare sempre di prestare molta attenzione alla dieta in gravidanza e cercare di prediligere alimenti di qualità che apportino nutrienti importanti per un corretto sviluppo del feto. Può essere utile fare degli spuntini sani, ad esempio a base di frutta o verdura naturalmente disinfettate, per attenuare gli attacchi

Incremento della sudorazione. Questo disturbo è l’effetto di un fattore puramente fisiologico e meccanico. La pelle, per far fronte all’eccessivo calore causato dalla vasodilatazione (tipica della gravidanza), lo elimina attraverso la sudorazione;

Con il passare dei mesi, il crescente volume dell’utero và a comprimere sia le vene dell’addome che del plesso solare. Questa pressione crea un insufficenza venosa e dunque problemi al reflusso del sangue. Di conseguenza potrebbero comparire delle vene varicose sulle gambe e delle emorroidi nelle parti intime.

L’aumento di peso (generalmente comune a tutti i mesi della gravidanza), in alcuni casi viene avvertito come disturbo perchè la donna comincia a vedere il suo corpo che cambia sensibilmente. Non tutte riusciamo ad accettare tale cambiamento che può portarci ad avere dei disagi interiori.

Nel sesto mese continueranno a manifestarsi delle perdite vaginali. Cominciano a presentarsi anche i primi elementi di colostro (denominato anche “primo latte”). Il colostro è di primaria importanza per il bambino durante la fase appena successiva alla nascita. Questo liquido è fondamentale perchè dotato di principi nutritivi e immunologici indispensabili per la crescita.

Settimo e ottavo mese (22-26 settimane).

Insieme ai sintomi già sottolineati in precedenza, durante il settimo ed ottavo mese, potremo osservare:

la definizione del seno ormai prossimo all’allattamento;

gonfiori generali, soprattutto alle mani ed agli arti inferiori, gambe e piedi, motivo per cui può diventare difficile stare in piedi per lunghi periodi

dolori di schiena, visto l’ingrandirsi della pancia è frequente che le donne avvertano un senso di dolore soprattutto nella zona lombare della schiena

il crescente aumento di peso con la conseguente definizione del “pancione”. Durante gli ultimi mesi di gravidanza, sulla pancia della futura mamma, possiamo scorgere una linea di colore scuro che si estende fino a sotto al pube. Questo componente è sempre presente sul nostro addome ma in condizioni “normali”, è di colore molto chiaro e per questo difficile da distinguere.

Disturbi dati dal nono mese di gravidanza.

Durante il nono mese di gravidanza, continueranno a persistere ed in molti casi ad aumentare di intensità:

sintomi di gonfiore generale causati dalla circolazione venosa;

una maggiore percezione della pressione esercitata sul retto e sull’osso sacro;

malesseri generali come la difficoltà nel prendere sonno. Questo disturbo può persistere anche durante l’allattamento. Generalmente per far fronte all’insonnia, risulta utile curare l’alimentazione mantenendosi leggeri e camminando molto per attivare il metabolismo;

sofferenza alle articolazioni con mal di schiena acuti. Durante gli ultimi mesi di gravidanza, il “pancione” porta la mamma ad assumere una postura innaturale; per contrastare il peso della pancia, tende ad innarcare la schiena all’indietro. Inevitabilmente, questa postura porta alcuni muscoli ad irrigidirsi e dunque ad infiammarsi provocando dolori alla schiena e alle articolazioni

La digestione può diventare difficoltosa perchè lo stomaco, a causa del progesterone, perde elasticità ed ha difficoltà a svuotarisi in maniera rapida. Per carcare di facilitare il processo digestivo si possono utilizzare delle accortezze come per esempio camminare dopo i pasti e sostituire mega pranzi e cene con degli spuntini;

Pochi periodi prima del parto si potrebbero verificare episodi di dissenteria e cominceranno ad aumentare le contrazioni.

Fattori psicologici che influenzano i disturbi durante la gravidanza.

Sebbene non rientrino direttamente nei disturbi fisici non vanno per niente sottovalutati anche i possibili disturbi psicologici che possono affliggere una donna durante questi nove mesi, i cambiamenti ormonali infatti alterano in maniera determinante l’umore e la sensibilità della donna, e non è raro che questa sia afflitta da ansie e preoccupazioni relative sia alla stessa gravidanza che al momento del parto che alla capacità di essere madri.

Se la futura mamma accoglie la gravidanza con rifiuto, paura e difficoltà, dal momento che il sistema neurovegetativo è molto sensibile ai malesseri di natura psicologica, può essere che il malessere psicologico dia origine a fenomeni di nausea. Questa tipologia di disagi psicologici può incidere sul sistema neurovegetativo e dunque anche sulla digestione. Il senso di nausea, precedente al vomito, in psicoanalisi viene identificato come mezzo di espulsione di qualcosa che ci preoccupa. Potrebbe essere di grande beneficio per una mamma in attesa, parlare delle proprie difficoltà e inquietudini dovute dal concepimento.

Come per la nausea può essere che questi fattori di origine psicologica facciano da cassa di risonanza per molti altri disturbi tipici della gravidanza dal mal di schiena all’insonnia, soprattutto nell’ultima fase. E’ fondamentale quindi che la donna non lasci prevalere le sue paure, ma cerchi costantemente di esprimere ansie paure e disagi, senza vergogna, condividendole con amiche con il partern e naturalmente con il proprio medico in modo da tenere sotto controllo la situazione fisica ed anche quella psicologica.

Consigli utili.

Come abbiamo visto, il periodo che precede il parto è costellato da disturbi di varia natura che come suddetto possono essere incrementati anche da situazioni psicologiche di disagio.

Esistono diverse figure professionali che sono in grado di seguire e consigliare le future mamma nel corso dei nove mesi e se reputato necessario ed utile, anche nel periodo post-parto.

Dopo la nascita del nuovo nato possono acuirsi le sintomatologie di natura psicologia. In questo caso, per la serenità della mamma e del bambino, sarebbe utile servirsi dei consigli di uno psicoterapeuta. Molti pensano, erroneamente, che avvalersi del consulto di uno psicologo sia simbolo di debolezza ma in realtà non è così. Decidere di “chiedere aiuto” è un atto di assoluta consapevolezza e forza. Assai più semplice sarebbe vivere nella negazione del proprio status. La crescita personale, la maturità e la consapevolezza dell’individuo si vede anche dalla scelta di evolversi e di uscire dallo status quo nel quale vive la maggior parte delle persone.

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